Aetherius: Passato Cap.6 – Oblio Etereo

4 febbraio 2009 at 12:49 AM (BackGround)

simboloA questa ultima frase il timore che oramai aveva completamente preso il sopravvento su di me,  si trasformò e divenne paura, la mia mente andò subito a mia madre, e se lei morisse.

Tutte quelle sensazioni si tramutarono in lacrime, Sentii un istinto irrefrenabile di tornare da lei, ma anche altre domande mi plagiavano la mente, lasciando in me strani presentimenti.

Tante paure e dubbi, in un solo momento, paure così profonde, la perdita, il dolore, l’agonia. Il male dal profondo del mio cuore risaliva nelle mie vene fino ad arrivare al petto sinistro. La sofferenza emotiva diventò fisica, trasformandosi in bruciore, come se fuoco ardente straziasse la mia pelle.

Tentai di urlare ma dalla mia bocca usci solo un rumore sordo. Odore di bruciato, istintivamente guardai la parte del mio corpo che sentivo andare in fiamme dalle mie stesse membra.

Sul pettorale sinistro un simbolo aveva consumato la mia veste di tela rivelandosi in tutto il suo raccapricciante. Una sfera, divisa da una linea a forma di esse, una parte di colore bianco, l’ altra di colore nero, ognuna delle quali aveva una sfera piccolina nella parte più larga, del colore opposto. Non ebbi neanche il tempo di riconoscerla che caddi a terra privo di sensi. Il racconto che segue, è solo confusione e sfocature di quello che la mia mente prova, ma non vuole ricordare di quello che accadde.

Nella caduta lentamente il mondo mi apparve trasformato e indistinto, i suoi colori sfumarono, l’uno nell’ altro, i margini degl’ oggetti si fecero sfocati. Tutto era contornato da un ammasso di nebbie turbinati e nubi grigie, come se vedessi il mondo attraverso un vetro distorto e opaco. Inizialmente stordito, non riconobbi quel posto, ma passato lo spasmo che ora stava lentamente svanendo, mi resi conto di essere nel Piano Etereo, nel quale da qualche tempo ero riuscito ad entrare, anche se per pochi secondi, grazie al mio potere Ki.

Tuttavia differentemente dalle mie ultime visite non ero rimasto nel luogo in cui ero transitato, ma in un altro posto che riconobbi immediatamente. Le case e le strade erano più che familiari, anche se non le frequentavo da anni. Il villaggio di Norgarat. Fu un attimo la visione del villaggio riporto la mia mente a mia madre. Il pensiero sfiorò solo per un attimo quello che poteva essergli successo e subito i contorni del simbolo sul mio petto si infuocarono rievocandomi il bruciore.

Fui proiettato nella mia casa, nel luogo in cui mia madre era solita cucinare. Il tempo di realizzare dove fossi e notai il corpo di mia madre disteso a terra, portava una veste bianca, un abito da sposa, ma del bianco poco era rimasto il rosso, il rosso del suo sangue ora si diffondeva a coprire il suo trapassato corpo. Iniziai a piangere il dolore del simbolo si uni a quello che una scena cosi cruda mi provocavano. Mentre mi avvicinavo sempre più soppresso dal dolore lo vidi.

Una persona era china su di lei, con il capo abbassato per non mostrare il viso. Le mani e le vesti erano imbrattati di sangue, sorrideva in modo stridulo, stringendo il pugnale che affondava nel ventre della figlia d’Eva che più amai. L’uomo con la sua risatina stridula placava tutta la rabbia che in quel momento potevo provare, trasformandola in terrore. Tutto si trasformò in un’ angoscia quando l’ uomo alzò il volto, rivelando la sua identità. L’ assassino di mia madre ero io stesso. Il simbolo prese completamente fuoco lacerandomi. L’immagine del mio io assassino divenne distorta e senza forma, uno spettro nero che mi assalì con un urlo stridulo. Tanto il terrore e il dolore che non ebbi la forza di reagire. Ancora una volta persi coscienza di me, e sui miei occhi calò il buio nero come la pece. Il mondo prese lentamente forma, riacquistando colori e odori, mai dopo quello che era successo così graditi.

Mi risvegliai nella stanza nella quale avevo alloggio al monastero. Affianco a me il mio precettore. Non mi fece aprir bocca: “Riposati, domani mi farai tutte le domande che ora ti percuotono la ragione, e io sarò pronto a risponderti. Non credevo che proprio mentre scoprivi quello che doveva stravolgere la tua vita, esso si manifestasse con tutta la sua forza”

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